Il pectus excavatum è una deformità congenita della parete toracica anteriore: il petto appare “scavato”, con lo sterno che si incava verso l’interno invece di sporgere in avanti. Colpisce circa uno su 300 nati, è più frequente nei maschi e, nei casi più marcati, può influire sulla funzionalità cardiorespiratoria, sulla postura e sul benessere psicologico della persona.
Per anni l’unica risposta disponibile è stata chirurgica: la tecnica di Nuss, che prevede l’inserimento di una barra metallica sotto lo sterno attraverso due piccole incisioni laterali. Un intervento efficace, ma pur sempre invasivo, con tempi di recupero importanti e non sempre indicato in tutti i casi.
La Vacuum Bell: come funziona
La Vacuum Bell di Eckart Klobe è oggi l’unica alternativa non chirurgica clinicamente riconosciuta per il trattamento del pectus excavatum. Si tratta di un dispositivo esterno a forma di campana, applicato sulla parete toracica anteriore, che genera una pressione negativa controllata: in pratica, una leggera suzione che, nel tempo, stimola il sollevamento progressivo dello sterno verso la posizione corretta.
Il trattamento richiede costanza: il dispositivo va indossato quotidianamente, per periodi che variano in base alla gravità della deformità e all’età del paziente. I risultati migliori si ottengono nelle fasi di crescita, ma la Vacuum Bell ha mostrato efficacia anche negli adulti, specialmente nei casi di deformità moderata.
Non è una soluzione rapida, e non è indicata per tutti i gradi di severità. Per questo la valutazione iniziale è fondamentale: serve una diagnosi precisa, spesso supportata da imaging, per capire se il dispositivo è la strada giusta o se è necessario un approfondimento con lo specialista.
Perché parlarne
In Campania i centri che dispongono della Vacuum Bell sono pochi. E noi siamo tra questi. Seguiamo il paziente dalla valutazione iniziale all’uso corretto del dispositivo, monitorando i progressi nel tempo e coordinandoci con i medici specialisti.
Se hai ricevuto una diagnosi di pectus excavatum, o se noti nei tuoi figli una conformazione anomala del torace, contattaci per una consulenza. Non sempre la risposta è la sala operatoria: a volte basta sapere che esiste un’alternativa.
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